
Elisa è Head of Strategic Innovation presso Tap Creative (Irlanda).
Nel corso del tuo percorso di formazione sei passata dall’archeologia alla psicologia del lavoro per approdare infine al mondo dell’innovazione: realtà apparentemente molto distanti tra loro. Come le hai coniugate?
Ho sempre cercato di connettere discipline diverse, riconoscendo l’importanza di un approccio multidisciplinare al problem solving. L’archeologia mi ha insegnato a leggere tra le righe, a ricostruire contesti e a valorizzare le storie e la cultura; la psicologia del lavoro mi ha dato gli strumenti per comprendere come le persone interagiscono nei sistemi organizzativi. Nel mondo dell’innovazione queste competenze si integrano: racconto e creo esperienze significative sia per le persone che per le aziende, mettendo al centro il loro viaggio e i loro bisogni.
Quanto la multidisciplinarietà propria della SSC ha influito su di te e la tua carriera?
La Scuola Superiore di Catania è stata il primo contesto in cui ho iniziato a collaborare in modo interdisciplinare perché mi ha dato l’opportunità di affrontare problemi complessi da diverse angolazioni, lavorando con persone provenienti da background differenti. Questo approccio si riflette nel mio lavoro attuale, dove integro design, strategia, innovazione e storytelling per creare soluzioni che combinano creatività e pragmatismo.
Oggi vivi in Irlanda, anche perché la tua professione qui in Sicilia non è ancora particolarmente diffusa, come racconteresti la tua giornata-tipo a chi vorrebbe esplorare di più questo settore?
In realtà, non ho una giornata tipo: ogni giorno porta con sé sfide diverse. Posso passare da un workshop creativo con il team o con i clienti a momenti di riflessione strategica per definire nuove opportunità o perfezionare un progetto in corso. Al centro di tutto c’è sempre l’interazione, sia con le persone che con i dati, cercando di tradurre insight in soluzioni pratiche e innovative. È un lavoro dinamico per il quale creatività e analisi si incontrano per creare esperienze significative.
Alla base del tuo lavoro vi è l’interazione tra le persone, ma oggi, accanto a questa, si affaccia anche quella tra persone e macchine. Come pensi che questo possa influire nel futuro prossimo nel tuo lavoro? Stai già adattando il tuo metodo in quest’ottica? Se sì, come?
L’interazione tra persone e macchine sta già trasformando il mio settore. L’intelligenza artificiale migliora l’analisi dei dati e amplia le possibilità creative e strategiche, promuovendo un modello di esseri umani “augmented”, cioè potenziati dalla tecnologia. Tuttavia, credo fermamente che l’accountability debba rimanere nelle mani degli esseri umani: siamo noi a dover guidare le decisioni e assumerci la responsabilità di ciò che creiamo. La capacità critica e il discernimento restano competenze unicamente umane, che non possono (ancora) essere delegate a una macchina. Sto integrando l’AI nei miei processi per arricchire il mio lavoro, sempre con l’obiettivo di amplificare il contributo umano e mantenerlo centrale.
Elisa è Head of Strategic Innovation presso Tap Creative (Irlanda).
