Intervista alla neo-Socia Cecilia Corsaro

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A cura di Osvaldo Artimagnella, socio di Alumni SSC.

Cecilia Corsaro, originaria di Catania, è attualmente residente a Saronno. Specializzata nel sostegno didattico per studenti con disabilità, insegna italiano e storia. 

Dopo la laurea in lettere e storia, entrambe con il massimo dei voti, completa il suo percorso alla Scuola Superiore di Catania (SSC) con una tesi sull’Universal Design for Learning. Appassionata al mondo della scuola e con la visione di una gestione manageriale della stessa, completa la sua formazione con un master in Management delle Istituzioni Scolastiche e Formative presso il Polimi Graduate School of Management. 

Oltre alla sua carriera nel mondo dell’istruzione, Cecilia Corsaro è attiva nella comunità locale di Saronno, dove si è candidata per il consiglio comunale e dove è da poco diventata coordinatrice cittadina di Italia Viva. Il suo impegno si concentra principalmente sui temi dell’educazione, dei servizi per le famiglie e i giovani.

Cara Cecilia, per questa rubrica dedicata ai neo-Soci abbiamo ritenuto opportuno che tu ci potessi parlare un po’ di te, usando come linea guida tre domande a cui vorremmo che rispondessi, che si basano su tre rispettive parole chiave: Traiettorie, Talenti, Traguardi. A seguire le nostre tre domande.

Che ricordo porti con te dalla SSC? Un momento, una persona o una lezione che ti ha segnato.

Se dovessi condensare l’esperienza SSC in una singola parola, sarebbe ‘Comunità’. I ricordi che porto con me non sono legati solo alle aule, ma alle reti umane che abbiamo costruito. Tra queste, spicca in modo indelebile il legame con la mia compagna di stanza e di studi, Barbara. La sua prematura scomparsa è stato un momento di profondo dolore che, paradossalmente, ci ha saldati. L’unità e la solidarietà con cui la comunità SSC si è stretta attorno al suo ricordo è stata una dimostrazione di umanità che trascende la formazione accademica.Non posso non menzionare poi i pilastri di questo percorso: la mia tutor, la Prof.ssa Lina Scalisi, un faro di supporto che non mi ha mai lasciata sola nei momenti di maggiore sconforto, e la Prof.ssa Adriana Di Stefano, la cui capacità di spronarmi è stata decisiva per vedere la luce in fondo al tunnel. La vera lezione della SSC è stata questa: la profondità del sapere è inseparabile dalla profondità delle relazioni. È l’esperienza umana, l’aver trovato persone su cui contare davvero, che rende la SSC un luogo unico e insostituibile.

Una sfida che stai affrontando o che non vedi l’ora di affrontare. 

Oggi vivo una fase di rivoluzione professionale nel mondo della formazione, ma la sfida più grande è trasformare il ruolo di educatrice in quello di agente di cambiamento strategico. Non mi basta insegnare; voglio che la mia presenza abbia un impatto determinante sul sistema in cui opero. Questo mi impone di non smettere mai di studiare, di restare indomita nella mia curiosità e di cercare percorsi che arricchiscano la mia preparazione oltre il confine della singola disciplina. La mia vera ambizione, però, è un’altra: la politica, intesa come l’arte di progettare crescita e benessere collettivo con un approccio incentrato sulla persona. Per me, scuola e politica sono un binomio indissolubile per la salute della nostra società. La sfida che non vedo l’ora di affrontare è proprio quella di portare l’esperienza e la visione della scuola – con le sue urgenze e i suoi bisogni reali – nel cuore delle decisioni politiche che disegnano il nostro futuro. È qui che voglio impegnarmi a fondo.

Dove ti sta portando (o ti porterà) il tuo percorso? E che ruolo ha avuto la tua formazione nella scelta che stai facendo?

Non mi piace la staticità del ‘destino’. Mi sento in costante evoluzione, e la mia curiosità mi spinge a non considerare nulla un punto di arrivo. Posso però affermare con assoluta certezza dove mi ha già portato la mia formazione: a sviluppare una capacità analitica e osservativa che è il mio vero superpotere professionale.Il percorso alla SSC mi ha fornito la lente critica per interrogare la complessità, una competenza essenziale in un contesto impegnativo come quello scolastico. La SSC non mi ha solo dato conoscenze, mi ha insegnato a fare le domande giuste. Osservare la scuola nei suoi complessi meccanismi, analizzare i bisogni educativi e i contesti familiari degli studenti, ed elaborare soluzioni veramente efficaci – tutto questo è reso possibile dalla metodologia di ricerca interdisciplinare appresa. Mi ha forgiato nel pensiero che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. È questa capacità di interrogare i fenomeni da più prospettive che mi rende efficace ogni giorno, e per questo sarò sempre profondamente grata alla SSC.

Ti ringraziamo Cecilia per questa intervista, ricca di bei ricordi e ispirazioni che hai voluto condividere con tutti noi. Ti auguriamo quindi un buon lavoro e un in bocca al lupo per tutto!

Grazie ai lettori e alla prossima!

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