Intervista al neo-Socio Luigi Privitera

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A cura di Francesco Celano, socio di Alumni SSC.

L’intervistato è il neo-Socio Luigi Privitera, di cui presentiamo il curriculum: 

  • Laureato in Pianoforte presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, conseguendo il titolo triennale nel 2016 con tesi dal titolo “Profili melodici nella Chaconne di Sofja Gubajdulina”; 
  • Laureato in Fisica presso Unict, nel 2020 con una tesi su “Ordine e disordine nell’armonia musicale”;
  • Nel 2021 ha conseguito il diploma di licenza triennale della SSC con tesi dal titolo “Dalla notizia all’infografica. Analisi dei requisiti e studio di fattibilità di un applicativo per giornalisti”;
  • Laureato magistrale in matematica presso l’Università di Pavia nel 2022 con tesi dal titolo “Estrazione di pattern e informazioni da testi strutturati nelle scritture contabili”.  Ha svolto quest’ultima tesi in azienda, presso Zucchetti e sempre lì ha lavorato dal 2021 come Data Scientist approfondendo il mondo dell’NLP e del ML engineering;
  • Dal 2024 lavora in Prima Assicurazioni come Data Scientist e si occupa di modelli di rischio legati alle polizze auto. Dirige due cori Queer di Milano, Checcoro e Sweet’n’Queer.

Caro Luigi, per questa rubrica dedicata ai neo-Soci abbiamo ritenuto opportuno che tu ci potessi parlare un po’ di te, usando come linea guida tre domande a cui vorremmo che rispondessi, che si basano su tre rispettive parole chiave: Traiettorie, Talenti, Traguardi. La prima domanda, dunque, è questa: che ricordo porti con te dalla Scuola Superiore di Catania? Parlaci di un momento, di una persona o di una lezione che ti ha segnato.

Non mi sono mai considerato un animale diurno. La sera, già ai tempi dell’università, era il momento in cui sentivo che i miei neuroni riprendevano vitalità. Così come me anche altre persone alla SSC. Da questo strano fenomeno nascevano delle intense sessioni di studio notturno nelle aule di Villa San Saverio che puntualmente culminavano in lunghe pause insieme, in dibattiti filosofici, o più semplicemente nel fare una passeggiata insieme nella Catania notturna. Le nottate si riempivano della musica di De Andrè, profumavano dei cornetti di via Napoli e si coloravano dei colori dell’alba, vista dal giardinetto sul retro o dal balcone della presidenza, abbastanza in alto da sovrastare i palazzi del centro. Qualche volta, per i più temerari, arrivava anche l’ora di passare la staffetta ai mattinieri, che alle 7 in punto erano pronti davanti la porta della mensa per fare colazione e cominciare una nuova giornata. Dopo una lunga colazione insieme, era il momento di andare a dormire fino a pranzo, lasciando spazio al cervello di memorizzare ciò che avevamo imparato negli intervalli tra tutti quei momenti di leggerezza.

Ottimo Luigi, ti ringrazio per questa tua condivisione. Passiamo ora alla seconda parola chiave: Talenti. Vorrei che mi parlassi di una sfida che in questo momento stai affrontando o che non vedi l’ora di affrontare.

Tre anni fa ho diretto per la prima volta un coro. Era solo una breve sostituzione, ma mi ero preparato con grande dedizione per quel momento. Quando finalmente è arrivato, sentivo la musica scorrermi dentro come non mi succedeva da anni: è stato l’inizio di una lunga serie di esperienze che mi hanno portato a fare della direzione un tratto identitario della mia vita musicale. Un anno fa ho deciso, insieme ad alcuni amici, di fondare un nuovo coro. Presto, però, mi sono reso conto di aver fatto i conti senza l’oste: dovevo coordinare una quindicina di persone, gestire finanze e fornitori, e al tempo stesso preparare la musica per prove e concerti. Tutto questo quasi da solo! Era chiaro che non sarebbe stato sostenibile a lungo. Fortunatamente, il gruppo era animato da grande entusiasmo. Diverse persone si sono proposte di condividere le responsabilità organizzative, e ognuna ha iniziato a occuparsi di ciò che sapeva fare meglio. È stata una vera rinascita: l’energia si è rinnovata e il lavoro di squadra ha dato nuova linfa al progetto. Oggi la sfida è tornare sul palco, cantare davanti a un pubblico e ritrovare insieme quel piacere profondo che da tre anni accompagna ogni mia esperienza di direzione.

Benissimo Luigi, grazie anche per quest’altra importante e personale risposta. Passiamo dunque infine alla terza e ultima parola chiave: Traguardi. Ecco la domanda, divisa in due parti: dove pensi che ti stia portando, o dove pensi che ti porterà, il tuo percorso? E che ruolo ha avuto la tua formazione nella scelta che stai facendo?

Già da quando vivevo alla SSC la mia ambizione era riunire insieme più ambiti del sapere. È stato un percorso difficile, perché ho percepito spesso di andare in collisione con chi avrei dovuto essere: con il concetto di eccellenza, o con l’immagine del fisico teorico “supernerd” (quello alla Sheldon Cooper, per intenderci). Nel tempo però, seguendo le mie scelte una ad una, sono arrivato ad aver studiato pianoforte, fisica e matematica, aver diretto cori e lavorato sia nelle architetture dati che sui modelli statistici. Ho pure studiato computer graphics e computer vision grazie all’aiuto del mio tutor! La SSC ha avuto un ruolo fondamentale in questo percorso. È lì che mi sono trovato davanti al dilemma del percorso da intraprendere, ma è sempre lì che ho potuto confrontarmi con i tantissimi modi in cui persone diverse vivevano diversamente la propria eccellenza. Inoltre, per sua costruzione, alla SSC si mettono fisicamente a contatto saperi diversi, proprio nell’incontro tra le persone. Infine, gli strumenti didattici della Scuola mi hanno permesso di ampliare notevolmente le mie possibilità di apprendimento rispetto al mio corso di Laurea.

Perfetto Luigi, ti ringraziamo per il tempo che mi hai dedicato parlandomi di te oggi e, in prospettiva, per la condivisione della tua lieta esperienza alla Scuola Superiore di Catania. Come sempre, sono sicuro che queste parole saranno di ispirazione per chiunque vorrà leggerle. Ti auguro quindi un buon lavoro e un in bocca al lupo per tutto!

Grazie ai lettori e alla prossima!

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